La Libertà tra i Diritti e Doveri

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Libertà di Creare e Sognare

mercoledì 17 agosto 2022

"Un futuro migliore per i bambini di Arusha", raccolta fondi di due giovani pesaresi studenti di medicina

@ - In un periodo in cui i giovani vengono utilizzati più per riempire le pagine delle cronache nere dei giornali, dove sociologi e psicologi si interrogano sul malessere, sull’abuso dell’alcol e delle droghe da parte dei giovanissimi, da Pesaro, anzi dalla Tanzania, ci arriva la notizia che invece fa bene al cuore e cancella dubbi e perplessità sulle nuove generazioni.


La notizia è di due giovanissimi studenti pesaresi di medicina, Giovanni Badioli e Matteo Pierpaoli, che per esperienza professionale personale e voglia di “darsi da fare” facendo attività direttamente sul campo, hanno deciso, al contrario di tanti altri, affascinati da Ibiza Mikonos o Formentera, di trascorrere le loro vacanze in Tanzania.

Il viaggio, iniziato tra mille curiosità e tanto ardore giovanile, li ha portati ad operare sul campo in una delle zone più povere dell’Africa. Si tratta di un volontariato in ospedale era il loro inizio. Ad Arusha. Ma con il passare dei giorni, si rendono conto che oltre il loro desiderio di “aiutare ed apprendere”, fuori dall’ospedale, dove capiscono che sebbene disastrate le condizioni sanitarie italiche, sono anni luce avanti quello che trovano, esiste una realtà ancor più toccante ed emozionante: un orfanotrofio.

In questi giorni abbiamo svolto volontariato anche in uno dei tanti orfanotrofi della città, l’Evenerate, e abbiamo giocato con i tanti bambini che si trovano li (circa una trentina). Abbiamo trovato una realtà veramente difficile, bambini con una gioia di vivere disarmante, nonostante non abbiamo nulla e sia difficile immaginare per loro un futuro sereno. In questo orfanotrofio stanno costruendo (sempre dei volontari) un dormitorio per poter dare almeno un letto ad ogni bambino, pensate che al momento dormono in 8 letti a castello circa 30 bambini e bambine tra i 2 e i 10 anni. Purtroppo manca tutto, non hanno giochi, e i pochi che hanno sono tutti rotti; mancano penne per scrivere, libri, manca persino un pallone da calcio per giocare, in più, visto anche il periodo di crisi globale che c’è, non hanno neanche abbastanza cibo”.

Così scrivono sulla piattaforma gofundme che nell’immediatezza decidono di aprire, per raccogliere nell’immediato per poter semplicemente comprare da mangiare e cercare di aiutare materialmente questi bambini. La raccolta iniziata due giorni fa on line raccoglie subito riscontri, raggiungendo la metà della somma inizialmente ipotizzata. Ma proprio la sensibilità e il buon cuore degli amici, dei seguaci di Instagram dove i due ragazzi, giornalmente postano, condividono le loro giornate le loro esperienze, oggi necessariamente deve alzare l’asticella.

Chi vorrà, cliccando QUI troverà la pagina della
 raccolta fondi per dare il proprio sostegno.

Oltre all’immediatezza dell’aiuto, fin quando saranno in Tanzania, seguirà una seconda fase a Pesaro, organizzando e raccogliendo beni, alimentari vestiti medicinali e anche letti (si ahinoi mancano anche i letti per dormire), per poi spedire ad Arusha e perché no, un giorno sollecitando gli enti governativi locali, ipotizzare gemellaggi con Pesaro.

Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024, non può esimersi di aiutare e di non rispondere presente alla chiamata di Giovanni Badioli e Matteo Pierpaoli. Chiunque potrà seguirli su instagram e mettersi una mano sul cuore e l’altra impegnarla per donare. Ognuno di noi, anche con un piccolo gesto, può fare molto per l'Associazione "Un futuro migliore per i bambini di Arusha".

domenica 14 agosto 2022

Cos’è il presidenzialismo e cosa cambierebbe per l’Italia

@Il significato di questo termine e gli effetti che avrebbe un simile cambiamento per la Costituzione e la vita politica italiana.


Si è tornati a parlare di presidenzialismo guardando alla proposta elettorale del centrodestra, ma questo tema, nel corso del tempo, ha attraversato trasversalmente l’emiciclo. Le proposte di revisione costituzionale avanzate dai partiti sono di fatto state molteplici e alquanto diversificate.

Non tutti gli elettori però conoscono a fondo il significato stesso di questo termine o, ancor più, le implicazioni reali dell’istituzione di una sistema presidenzialistico - soprattutto alla luce dell’assetto attuale, quello parlamentare, che andrebbe quindi rivisto ancora una volta e, anzi, messo in discussione a partire dalle sue stesse fondamenta.

Ricostruendo lo storico delle idee che tutti i leader in campo hanno riguardo questa tematica e i pro e i contro di questo eventuale nuovo assetto, capiamo da principio cosa significherebbe per l’Italia tutto ciò e che cosa cambierebbe a livello strutturale con l’instaurarsi di una Repubblica presidenziale.

Cosa si intende per presidenzialismo
Quando si parla di Repubblica presidenziale, o di presidenzialismo, si fa riferimento ad una forma di governo in cui il potere esecutivo si concentra nella figura del presidente che è quindi, e contemporaneamente, sia il capo dello Stato sia il capo del governo.

Tale cambiamento comporterebbe un cambio di paradigma non indifferente poiché questa figura andrebbe eletta direttamente dai cittadini e avrebbe il compito di formare il governo. In tal senso il presidente non avrebbe bisogno di un voto di fiducia parlamentare perché godrebbe già del voto della maggioranza dei cittadini - ovvero una piena legittimazione di derivazione diretta.

Nella forma di Repubblica presidenziale è quindi il presidente è la massima autorità e come tale è investito da grandi poteri:
  • dispone della possibilità di porre il veto alle decisioni delle Camere e svolgere alcuni compiti legislativi;
  • dirige attivamente la politica estera dello Stato;
  • nomina gli alti funzionari.

Proprio questa ampia libertà di manovra ne ostacola una eventuale rimozione che, per l’appunto, può essere ottenuta solo con un impeachment (messa in stato d’accusa in caso di reato ed esecuzione di un processo).

Quello che il presidente non può fare però è sciogliere il Parlamento a suo piacimento.

Questo sistema è adottato da diversi Paesi nel mondo tra cui, primo fra tutti, gli Stati Uniti. Seguono poi l’Argentina, il Cile, il Brasile, il Messico, l’Uruguay, il Costa Rica e la Corea del Sud.

La Francia invece è caratterizzata da un sistema semi-presidenzialistico in cui il potere esecutivo è condiviso dal presidente della Repubblica e dal primo ministro.
Le proposte dei partiti

Ad oggi in Parlamento sono diverse le proposte di legge depositate sul tema. La presentazione di questi testi si è susseguita nel corso della legislatura e ha interessato in maniera trasversale tutti gli schieramenti in campo, dal Partito democratico, alla Lega al Movimento 5 stelle.

Tra gli ultimi presentati ricordiamo quello a firma Pd (Zanda, Parrini e Bressa) per introdurre il divieto del secondo mandato per il presidente della Repubblica ed eliminare così il semestre bianco, il periodo antecedente alla scadenza del settennato in cui il capo dello Stato non può sciogliere le Camere.

La Lega invece, nel 2019, con Roberto Calderoli a prima firma, aveva presentato un ddl costituzionale sull’elezione a suffragio universale e diretto del Presidente della Repubblica e sull’abolizione dell’istituto dei senatori a vita. Si proponeva inoltre la riduzione da 50 a 40 anni del limite di età per l’elezione a Presidente della Repubblica.

Dal Movimento 5 stelle, con le firme di Perilli e Patuanelli, era invece emerso un documento a marzo del 2019 che appoggiava soltanto l’abbassamento dell’età minima di accesso al ruolo.

La proposta di legge costituzionale di cui si parla maggiormente però è probabilmente quelle di FdI. Si tratta di un testo depositato nel 2018 che intende proporre una modifica gli articoli 83, 84, 85 e 86 della Costituzione in materia di elezione del Presidente della Repubblica. Nell’ottica del partito questa figura verrebbe eletta «a suffragio universale e diretto» con la metà più uno dei voti validamente espressi. Anche in questo caso il limite anagrafico richiesto scenderebbe a «quarant’anni d’età» ma la durata del mandato sarebbe quinquennale.

Qualora nessun candidato avesse conseguito la maggioranza, si procederebbe con il ballottaggio (il quattordicesimo giorno successivo si procede a una seconda votazione tra i due candidati che hanno conseguito il maggior numero di voti).

Le modifiche auspicate dall’iniziativa a firma Giorgia Meloni darebbero quindi forma a un semi-presidenzialismo “alla francese”.

Vantaggi e svantaggi del sistema presidenziale
Non si può comprendere a fondo un tema senza provare a costruirne un quadro di prospettive concrete. Per comprendere quindi, almeno in linea teoria, le conseguenze materiali di un cambio di passo simile è necessario passare al vaglio i pro e i contro che il sistema presidenziale porta con sé.

Tra i punti di forza rimarcati dai costituzionalisti c’è indubbiamente la «massima legittimità» riconosciuta al presidente grazie all’elezione popolare. A questo vantaggio si aggiunge il rafforzamento della separazione dei poteri e l’indipendenza del Parlamento visto che sia il presidente sia le Camere sarebbero scelti in elezioni dirette e distinte (senza interferenze).

Si presenta però anche l’altra faccia della medaglia che, tra gli svantaggi, annovera l’instabilità politica. Gli stessi costituzionalisti citando come esempio le situazioni di tensione e i colpi di Stato verificatisi in America Latina. A questo fattore di incertezza si aggiunge poi la mancanza di pluralismo poiché nelle repubbliche presidenziali è molto accentuata la tendenza al bipartitismo.

Al netto delle valutazioni far passare una proposta di questo tipo, in qualunque delle forme prospettate dai partiti, comporterebbe sempre e comunque l’avvio di un processo lungo e articolato quale quello di revisione costituzionale. Non si tratta quindi di un provvedimento di rapida applicazione, neppure con la strenua volontà della futura maggioranza parlamentare.

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POLITICA ITALIANA

lunedì 18 luglio 2022

Il Gen Rosso con i migranti della "rotta balcanica": un impegno che continua

@ - Grazie ad un progetto europeo, la band internazionale tornerà tra i profughi al confine tra Bosnia ed Erzegovina e Croazia. Obiettivo, la formazione di giovani capaci di aiutare i migranti ad affrontare la loro condizione di vita e il loro futuro. Si tratta del terzo viaggio nei Balcani per il Gen Rosso che riferisce: dai profughi la richiesta di ricevere nutrimento spirituale, attraverso l'arte e la musica, in un contesto di sofferenza.


Un artista del Gen Rosso con un migrante
Il Gen Rosso alla vigilia di un nuovo impegno che prosegue il percorso di solidarietà nei confronti dei profughi della cosiddettarotta balcanica”. Insieme all’associazione internazionale New Humanity, a Dance Lab ed altre cinque associazioni europee e del Medio Oriente, la band internazionale che ha sede a Loppiano, Firenze, promuove infatti unaCall to action”, una “chiamata all’azione”, per 12 giovani, per offrire loro attività di formazione in ambito artistico e multiculturale. Si tratta del nuovo progetto “HeARTmony”, finanziato dalla Commissione Europea, i cui obiettivi sono sviluppare metodologie di inclusione sociale per migranti e rifugiati attraverso l’arte, rafforzare le competenze interculturali dei giovani e riflettere sulle cause ed effetti delle migrazioni nel bacino del Mediterraneo.

Il progetto “HeARTmony”
Due le attività di formazione previste durante quest’estate, i partecipanti saranno poi chiamati in team con altri giovani a realizzare almeno due workshops entro ottobre 2023 per dimostrare di aver acquisito le competenze tecniche, sociali ed interculturali indicate. Nell’ambito del progetto, 6 giovani residenti in Italia avranno la possibilità di partecipare ad un corso di formazione artistica gestito dal Gen Rosso, dal 25 luglio al 1°agosto, in Bosnia ed Erzegovina a Ušivak, nella periferia di Sarajevo, e a Bihać.

I profughi a Ušivak
Il campo profughi a Ušivak è uno dei centri di accoglienza temporanea dove vivono i migranti reduci dalla rotta balcanica. Sono soprattutto famiglie con bambini, minori non accompagnati e giovani. Gestito dall'Oim, il campo è per loro una specie di 'oasi' dove ritemprarsi nel corpo e nello spirito ma il loro sogno è tentare l'attraversamento del confine con la Croazia per entrare nell'Unione europea. Nel centro è attivo il Social Corner, voluto da Papa Francesco, dove volontari della Caritas animano le giornate degli attuali 300 ospiti, provenienti da Iran, Afghanistan, Pakistan, Siria, Iraq, diversi Paesi dell'Africa e persino Cuba, organizzando attività ricreative e formative. Un punto di incontro e di dialogo per infondere speranza a chi rischia di perderla.

Il bisogno di curare cuore e anima
In Bosnia ed Erzegovina il Gen Rosso tornerà dunque per la terza volta a fine mese, non solo per allestire un concerto con il coinvolgimento dei rifugiati, come è stato nelle scorse occasioni, ma per formare giovani che poi saranno a loro volta formatori in quel contesto. Un workshop, lo definisce la band internazionale che si ispira al carisma dell'unità di Chiara Lubich, con "effetto moltiplicativo". Tra i profughi molti hanno chiesto, infatti, non tanto aiuti materiali, cibo e vestiario che non mancano, ma sostegno morale e spirituale, nutrimento del cuore e dell’anima per affrontare il loro difficile presente. "Vogliamo essere come voi, portare la gioia con la musica", il desiderio espresso ai componenti del Gen Rosso.

Le tappe precedenti
L’avventura qui era cominciata ad ottobre 2021 quando, grazie alla collaborazione con il Jesuit Refugee Service, il Servizio dei gesuiti per i rifugiati, gli artisti avevano potuto visitare gli ospiti del centro di accoglienza per famiglie di Borići, sul confine con la Croazia, e anche svolgere con loro alcuni laboratori di musica e danza. Soprattutto avevano avuto l’opportunità di manifestare la loro vicinanza a queste famiglie, unendo le loro voci a quelle di quanti cercano di attirare l’attenzione dell’Europa sulla disumanità delle condizioni di vita a cui i migranti della rotta balcanica sono costretti.



Il frutto è una ritrovata speranza
Dal 4 all’8 maggio scorsi, il secondo viaggio del Gen Rosso in Bosnia ed Erzegovina per dare il via alla seconda fase del progetto dedicato ai migranti con lo stesso obiettivo: dare loro speranza e calore attraverso la musica e far sperimentare quanto sia importante per tutti il dono della condivisione nella fraternità. Due i concerti realizzati dal vivo, in presenza, presso l’Istituto scolastico “Giovanni Paolo II” di Bihać e i frutti raccolti sono stati tanti. Ricorda Michele Sole, voce italiana del Gen Rosso: "Un ragazzo che proveniva dal Pakistan ci ha confidato: 'Non vogliamo smettere di vivere. Abbiamo tanti problemi ma con voi, con le attività che ci proponete, ci sentiamo spinti ad andare avanti, ad essere più motivati nel vivere'”. Tra il pubblico una donna musulmana: “Mi sono sentita commossa e fortunata di essere qui. Mi sono detta che vorrei partire con il Gen Rosso, essere il Gen Rosso”. Un ragazzo dell’Afghanistan: “Grazie per la passione e la speranza che ci avete dato”. “Avete abbellito la nostra vita con la vostra presenza in mezzo a noi - hanno lasciato scritto i dipendenti e gli studenti dell’Istituto scolastico di Bihać -. Irradiate così tanta bontà e felicità che facilmente si trasmette a tutti. Speriamo sinceramente di incontrarci di nuovo".

sabato 9 luglio 2022

Chieti, a 15 anni uccide il nonno a calci in testa: in un video su Whatsapp la folle violenza

@ - E' morto nella notte all'ospedale di Pescara il 78enne che era stato aggredito dal nipote 15enne, colpito con un aspirapolvere e con ripetuti calci alla testa e al torace. Il ragazzo, con problemi psichici, è stato arrestato.

Ha aggredito entrambi i nonni, con i quali vive, ma ad avere la peggio è il nonno, un pensionato di 78 anni, che era stato ricoverato in coma nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Pescara.

Colpito con un aspirapolvere
Il protagonista della vicenda è un ragazzo di 15 anni, con problemi psichiatrici, che ora è in stato di arresto. Il fatto si è verificato in una casa di due piani alle porte di Bucchianico, ieri pomeriggio. Dove si sono vissuti momenti drammatici dall'epilogo imprevedibile. In quello che è apparso uno stato di alterazione il ragazzo, in corridoio, ha colpito ripetutamente il nonno alla testa con un aspirapolvere, calci e, una volta a terra, gli è saltato addosso con i piedi.

Soccorso dal 118, l'uomo è apparso subito in gravi condizioni ed è stato portato all'ospedale di Pescara dove gli sono state riscontrate lesioni alla testa e fratture costali.

Chiuso nella stanza
Il ragazzo subito dopo l'aggressione si è chiuso nella sua stanza, come per barricarsi. Scattato l'allarme, sul posto nel frattempo sono arrivati i Carabinieri della stazione di Bucchianico con il luogotenente Pietro Mangiapia che, come da protocollo di pronto intervento, ha indossato il giubbetto antiproiettile quindi ha instaurato un proficuo dialogo con il ragazzo, che alla fine, dopo una decina di minuti, ha aperto la porta della stanza, si è consegnato ed è stato messo in sicurezza.

È stato quindi portato da un'ambulanza del 118 all'ospedale di Chieti dove è stato piantonato dai Carabinieri nell'attesa di essere sottoposto a una consulenza: secondo quanto si è appreso è in stato di arresto per tentato omicidio su ordine del Giudice dei Minori.

Il video sui social
Secondo alcune indiscrezioni il ragazzo si è anche ripreso con il cellulare postando le immagini sullo stato di Whatsapp. Nell'abitazione sono arrivati anche i Carabinieri del Nor di Chieti per effettuare una serie di rilievi e portare via reperti, fra i quali aspirapolvere e a quanto pare anche una sedia mentre nella caserma di Bucchianico si è cercato di ricostruire l'accaduto e soprattutto le cause che possono aver scatenato la violenta aggressione.

Il ragazzo frequenta le scuole superiori a Guardiagrele dopo aver frequentato prima le elementari e poi le medie a Bucchianico. Descritto come un tipo chiuso, è soprattutto durante il triennio delle medie che il quindicenne, grazie al lavoro dei professori e soprattutto dell'insegnante di sostegno, si era aperto ed aveva raggiunto un buon livello di socializzazione con gli altri compagni di scuola. Ma ha sempre ricevuto moltissimo affetto e cure soprattutto dai nonni materni ai quali era stato affidato per via della complicata situazione della sua famiglia. Resta da capire quale meccanismo si scattato nella sua mente. I carabinieri del reparto Scientifico hanno svolto i rilievi.